Il caso Con la piena operatività, dal periodo d'imposta 2026, del regime fiscale del Codice del Terzo settore (Titolo X del D.Lgs. 117/2017, reso applicabile per effetto del D.L. 84/2025), sta emergendo con frequenza crescente una richiesta che gli operatori conoscono bene: alcuni Enti del Terzo settore chiedono ai propri fornitori — tipicamente professionisti e imprese in regime forfetario (L. 190/2014) — di non applicare l'imposta di bollo da 2 euro sulle fatture emesse nei loro confronti, invocando l'esenzione prevista dall'art. 82, comma 5, del Codice. La domanda operativa che ne consegue, e che arriva puntualmente a chi si occupa di fatturazione elettronica e sistemi gestionali, è questa: per evitare che i sistemi dell'Agenzia delle Entrate calcolino automaticamente il bollo, è corretto che il fornitore valorizzi il codice NB2 nel campo 2.2.1.16.1 <TipoDato> del blocco <AltriDatiGestionali>, aggiungendo in fattura un'annotazione del tipo...
Le fatture a cavallo d’anno sono da anni uno dei casi più delicati nella gestione IVA delle fatture passive. Il problema è noto a chi lavora in amministrazione, negli studi professionali e nei reparti di assistenza dei software gestionali: una fattura riferita a un’operazione di dicembre, ma ricevuta tramite SdI nei primi giorni di gennaio, può essere detratta nella liquidazione IVA di dicembre oppure deve necessariamente confluire nell’anno successivo? La risposta, fino ad oggi, è stata prudente: se il documento riguarda un’operazione effettuata nell’anno precedente ed è ricevuto nell’anno successivo, la detrazione non può essere retro-imputata alla liquidazione di dicembre. Questo vincolo ha creato non poche difficoltà operative, soprattutto nei software ERP e nei programmi di fatturazione elettronica, dove la gestione delle date — data documento, data ricezione SdI, data registrazione e periodo IVA — diventa decisiva. Ora, però, lo scenario potrebbe cambiare. Lo schema del decreto l...