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Il controller costruisce il dato invece di analizzarlo: cosa può (davvero) fare l'ERP

È il 6 del mese. L'amministratore delegato passa dalla scrivania e chiede il conto economico gestionale di aprile. Il controller apre tre estrazioni diverse dal gestionale, recupera il file Excel dell'anno — dodici fogli tenuti insieme da formule stratificate stagione dopo stagione — riprende la struttura del mese precedente, incolla, verifica che le somme quadrino, sistema le due righe che non tornano. Quando il report è finalmente pronto è il 10, e il 10 l'azienda sta già parlando d'altro. Questa scena si ripete pressoché identica in migliaia di PMI italiane, e ha una conseguenza che raramente viene detta ad alta voce: il controller, cioè la persona pagata per interpretare i numeri e orientare le decisioni, finisce per passare la gran parte del proprio tempo a  costruire  il dato e solo una frazione a  leggerlo . Il rapporto dovrebbe essere l'esatto contrario. E il punto di questo articolo è che quel ribaltamento non si ottiene comprando l'ennesimo...
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Bollo su fatture verso ETS: si può usare il codice NB2?

  Il caso Con la piena operatività, dal periodo d'imposta 2026, del regime fiscale del Codice del Terzo settore (Titolo X del D.Lgs. 117/2017, reso applicabile per effetto del D.L. 84/2025), sta emergendo con frequenza crescente una richiesta che gli operatori conoscono bene: alcuni Enti del Terzo settore chiedono ai propri fornitori — tipicamente professionisti e imprese in regime forfetario (L. 190/2014) — di  non applicare l'imposta di bollo da 2 euro  sulle fatture emesse nei loro confronti, invocando l'esenzione prevista dall'art. 82, comma 5, del Codice. La domanda operativa che ne consegue, e che arriva puntualmente a chi si occupa di fatturazione elettronica e sistemi gestionali, è questa: per evitare che i sistemi dell'Agenzia delle Entrate calcolino automaticamente il bollo, è corretto che il fornitore valorizzi il codice  NB2  nel campo 2.2.1.16.1 <TipoDato> del blocco <AltriDatiGestionali>, aggiungendo in fattura un'annotazione del tipo...

Fatture a cavallo d’anno: verso lo stop al vincolo che blocca la detrazione IVA

Le fatture a cavallo d’anno sono da anni uno dei casi più delicati nella gestione IVA delle fatture passive. Il problema è noto a chi lavora in amministrazione, negli studi professionali e nei reparti di assistenza dei software gestionali: una fattura riferita a un’operazione di dicembre, ma ricevuta tramite SdI nei primi giorni di gennaio, può essere detratta nella liquidazione IVA di dicembre oppure deve necessariamente confluire nell’anno successivo? La risposta, fino ad oggi, è stata prudente: se il documento riguarda un’operazione effettuata nell’anno precedente ed è ricevuto nell’anno successivo, la detrazione non può essere retro-imputata alla liquidazione di dicembre. Questo vincolo ha creato non poche difficoltà operative, soprattutto nei software ERP e nei programmi di fatturazione elettronica, dove la gestione delle date — data documento, data ricezione SdI, data registrazione e periodo IVA — diventa decisiva. Ora, però, lo scenario potrebbe cambiare. Lo schema del decreto l...

Storno del bollo nelle fatture elettroniche: come gestirlo nelle note di credito

La gestione dell’imposta di bollo nelle fatture elettroniche è una di quelle casistiche che, a prima vista, sembrano semplici. Il problema nasce quando una fattura già emessa deve essere stornata, totalmente o parzialmente, tramite nota di credito. Il caso è frequente: viene trasmessa una fattura elettronica senza IVA, di importo superiore a 77,47 euro, con bollo da 2 euro. Successivamente, per errore, annullamento dell’operazione, reso, sconto o variazione dell’importo, si rende necessario emettere una nota di credito. A questo punto la domanda diventa: nella nota di credito devo stornare anche il bollo? E se lo storno al cliente, devo valorizzare di nuovo il bollo virtuale nel file XML? La risposta richiede una distinzione fondamentale: una cosa è lo storno economico del bollo addebitato al cliente, un’altra è l’imposta di bollo dovuta sul documento elettronico. Il bollo non funziona come l’IVA Quando si emette una nota di credito, si tende spesso a ragionare con la logica dell’IVA: ...

Note di credito e Sistema Tessera Sanitaria

  Quando una fattura sanitaria è già stata comunicata al Sistema Tessera Sanitaria e successivamente deve essere stornata, corretta o annullata, molti professionisti si trovano davanti a un dubbio operativo: basta emettere una nota di credito oppure bisogna fare qualcosa anche nel Sistema TS? La risposta è: dipende dal motivo dello storno. Una nota di credito registrata nel gestionale non sistema automaticamente anche la comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria. Se la fattura originaria è già stata trasmessa, occorre verificare quale operazione effettuare anche sul portale o tramite il software utilizzato per l’invio. Il punto centrale è capire se si sta gestendo un rimborso, una cancellazione o una correzione del documento già inviato. Cosa fare in pratica Prima di entrare nei dettagli, conviene partire da una procedura semplice. La prima domanda da porsi è: la fattura originaria è stata inviata al Sistema TS ed è stata accettata? Se la fattura non è mai stata trasmessa, la nota...

Campione d’Italia nei software di fatturazione e contabilità: come gestire fattura elettronica, IVA e anagrafiche

  Campione d’Italia nei software di fatturazione: perché non è un semplice Comune italiano Campione d’Italia è uno di quei casi che mettono in crisi i software gestionali. Dal punto di vista geografico e amministrativo è un Comune italiano in provincia di Como. Dal punto di vista IVA, però, non segue la stessa logica di un normale cliente residente in Italia. Il problema nasce dal fatto che, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, Campione d’Italia è escluso dal “territorio dello Stato” secondo l’articolo 7 del DPR 633/1972. La stessa logica vale anche per Livigno e per le acque italiane del Lago di Lugano. Questo significa che un gestionale non dovrebbe limitarsi a leggere “Comune italiano” e applicare automaticamente IVA italiana, codice destinatario ordinario e regole domestiche. ( Agenzia Entrate ) La particolarità è diventata ancora più delicata dal 2020: Campione d’Italia è entrato nel territorio doganale dell’Unione europea e nel campo delle accise, ma resta fuori dal camp...

SAP S/4HANA: perché molte aziende stanno scoprendo che la migrazione è più difficile del previsto

  Per anni la migrazione a SAP S/4HANA è stata raccontata come il passaggio inevitabile verso il futuro degli ERP aziendali. Una piattaforma più moderna, capace di sfruttare database in-memory, analisi in tempo reale e processi più efficienti. Una promessa che ha convinto migliaia di organizzazioni in tutto il mondo ad avviare programmi di trasformazione spesso dal valore di milioni di euro. Eppure, dietro le presentazioni dei vendor e i casi di successo mostrati durante gli eventi di settore, esiste una realtà più complessa. Molte aziende stanno infatti scoprendo che il passaggio a S/4HANA non assomiglia affatto a un normale aggiornamento software. In diversi casi si sta rivelando uno dei progetti più impegnativi mai affrontati dall'organizzazione. La ragione è semplice: dopo venti o trent'anni di utilizzo, un ERP non è più soltanto un software. Diventa la rappresentazione digitale dell'azienda stessa. Quando nessuno ricorda più perché un processo esiste Uno dei problemi p...