Le fatture a cavallo d’anno sono da anni uno dei casi più delicati nella gestione IVA delle fatture passive. Il problema è noto a chi lavora in amministrazione, negli studi professionali e nei reparti di assistenza dei software gestionali: una fattura riferita a un’operazione di dicembre, ma ricevuta tramite SdI nei primi giorni di gennaio, può essere detratta nella liquidazione IVA di dicembre oppure deve necessariamente confluire nell’anno successivo? La risposta, fino ad oggi, è stata prudente: se il documento riguarda un’operazione effettuata nell’anno precedente ed è ricevuto nell’anno successivo, la detrazione non può essere retro-imputata alla liquidazione di dicembre. Questo vincolo ha creato non poche difficoltà operative, soprattutto nei software ERP e nei programmi di fatturazione elettronica, dove la gestione delle date — data documento, data ricezione SdI, data registrazione e periodo IVA — diventa decisiva. Ora, però, lo scenario potrebbe cambiare. Lo schema del decreto l...
La gestione dell’imposta di bollo nelle fatture elettroniche è una di quelle casistiche che, a prima vista, sembrano semplici. Il problema nasce quando una fattura già emessa deve essere stornata, totalmente o parzialmente, tramite nota di credito. Il caso è frequente: viene trasmessa una fattura elettronica senza IVA, di importo superiore a 77,47 euro, con bollo da 2 euro. Successivamente, per errore, annullamento dell’operazione, reso, sconto o variazione dell’importo, si rende necessario emettere una nota di credito. A questo punto la domanda diventa: nella nota di credito devo stornare anche il bollo? E se lo storno al cliente, devo valorizzare di nuovo il bollo virtuale nel file XML? La risposta richiede una distinzione fondamentale: una cosa è lo storno economico del bollo addebitato al cliente, un’altra è l’imposta di bollo dovuta sul documento elettronico. Il bollo non funziona come l’IVA Quando si emette una nota di credito, si tende spesso a ragionare con la logica dell’IVA: ...