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Testo Unico IVA dal 2027: cosa sistemare nel gestionale prima del 1° gennaio

  Testo Unico IVA dal 2027: cosa sistemare nel gestionale prima del 1° gennaio Dal 1° gennaio 2027 l’IVA si calcola, si detrae e si fattura come oggi, ma molti riferimenti normativi salvati nel gestionale punteranno ad articoli abrogati. Il Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026) non cambia le regole: cambia il riferimento normativo da citare. Per chi gestisce un ERP, è questo il vero punto operativo. I riferimenti normativi non si trovano in un solo punto. Possono essere presenti nelle descrizioni dei codici IVA, nel campo RiferimentoNormativo dell’XML, nelle causali, nei testi fissi dei layout di stampa, nei modelli di lettera d’intento e nelle regole che leggono le fatture passive. Questi elementi non si aggiornano necessariamente da soli e, in molti casi, non sono nemmeno censiti in modo centralizzato. Questa guida propone una traccia di lavoro per arrivare preparati al 1° gennaio 2027: riepiloga cosa cambia, presenta una tabella di raccordo dei riferimenti più usati, propone u...
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Fattura elettronica per APS e ODV: come compilarla

Le  Associazioni di Promozione Sociale (APS)   e le   Organizzazioni di Volontariato (ODV)   che applicano il regime forfetario previsto dall'articolo 86 del Codice del Terzo Settore si trovano, dal punto di vista della fatturazione, in una situazione particolare. Il regime previsto dal  D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore)  prevede infatti una serie di semplificazioni negli adempimenti IVA. Tra queste rientra anche l'esonero dall'emissione della fattura, salvo le specifiche situazioni previste dalla normativa. Può però accadere che una APS o una ODV, pur essendo esonerata, decida comunque di emettere una fattura, ad esempio perché richiesta dal cessionario o dal committente. In questo caso si pone una domanda molto concreta per chi gestisce la contabilità o sviluppa software ERP:  come deve essere compilata la fattura elettronica? L'Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni specifiche sul punto, indicando innanzitutto l'utilizzo d...

Dichiarazione IVA omessa? Dal 2026 il Fisco può ricostruire tutto dai dati già in suo possesso

  La dichiarazione annuale IVA non viene presentata? Dal 2026 questo non significa più necessariamente che l’Agenzia delle Entrate debba attendere una successiva attività di controllo per ricostruire l’imposta dovuta. Con una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e resa operativa dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 239129 del 28 agosto 2026 , il Fisco può infatti procedere alla liquidazione dell’IVA anche in caso di dichiarazione annuale omessa , utilizzando i dati che sono già presenti nei propri sistemi. La novità è particolarmente interessante perché porta a compimento una trasformazione già in corso da anni nel rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria: fatture elettroniche, corrispettivi telematici, LIPE e versamenti permettono oggi di ricostruire una parte molto rilevante della posizione IVA di un'impresa senza dover necessariamente partire dalla dichiarazione annuale. Cosa cambia dal 2026 Il nuovo articolo 54-bis.1 del DPR 633/1972 consent...

Splafonamento: le due procedure TD21

Prima di tutto: splafonamento ≠ sforamento Vale la pena fissare il perimetro, perché la confusione terminologica è la prima causa di regolarizzazioni sbagliate. Splafonamento : è l'esportatore abituale (il cessionario/committente) che acquista in sospensione d'imposta oltre il plafond disponibile. La violazione è sua. Sforamento : è il fornitore che emette fattura non imponibile oltre l'importo indicato nella dichiarazione d'intento ricevuta. La violazione è del fornitore. Le procedure di cui parliamo qui riguardano il  primo  caso. Le modalità di rimedio sono state delineate dalla  risoluzione n. 16/E/2017  e vanno oggi lette alla luce delle regole di fatturazione elettronica. Le alternative sono tre: Procedura A  — nota di variazione in aumento della sola IVA emessa dal fornitore ex art. 26 D.P.R. 633/1972, con coinvolgimento della controparte; Procedura B  — autofattura  TD21  con versamento di IVA, interessi e sanzione tramite F24;...

Dall'Intrastat a ViDA: perché la semplificazione di febbraio 2026 è un segnale, non un regalo

Il 3 febbraio 2026 l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di concerto con l'Agenzia delle Entrate e d'intesa con l'ISTAT, ha pubblicato la Determinazione Direttoriale n. 84415/2026. Il contenuto, in apparenza, è una buona notizia di quelle semplici: la soglia che fa scattare l'obbligo di presentazione mensile del modello Intra 2-bis — l'elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni — passa da 350.000 euro a 2.000.000 di euro di acquisti trimestrali, con decorrenza dagli invii da effettuarsi entro il 25 febbraio 2026. L'effetto pratico è immediato e rilevante: una platea molto ampia di imprese, che fino a gennaio compilava e trasmetteva l'Intra 2-bis ogni mese per finalità statistiche, esce dall'obbligo. Un'azienda con 600.000 euro di acquisti intra-UE di beni in un trimestre, che con la vecchia soglia sarebbe rientrata nel monitoraggio mensile, oggi semplicemente non presenta più quel modello. Negli uffici amministrativi...

Il controller costruisce il dato invece di analizzarlo: cosa può (davvero) fare l'ERP

È il 6 del mese. L'amministratore delegato passa dalla scrivania e chiede il conto economico gestionale di aprile. Il controller apre tre estrazioni diverse dal gestionale, recupera il file Excel dell'anno — dodici fogli tenuti insieme da formule stratificate stagione dopo stagione — riprende la struttura del mese precedente, incolla, verifica che le somme quadrino, sistema le due righe che non tornano. Quando il report è finalmente pronto è il 10, e il 10 l'azienda sta già parlando d'altro. Questa scena si ripete pressoché identica in migliaia di PMI italiane, e ha una conseguenza che raramente viene detta ad alta voce: il controller, cioè la persona pagata per interpretare i numeri e orientare le decisioni, finisce per passare la gran parte del proprio tempo a  costruire  il dato e solo una frazione a  leggerlo . Il rapporto dovrebbe essere l'esatto contrario. E il punto di questo articolo è che quel ribaltamento non si ottiene comprando l'ennesimo...

Bollo su fatture verso ETS: si può usare il codice NB2?

  Il caso Con la piena operatività, dal periodo d'imposta 2026, del regime fiscale del Codice del Terzo settore (Titolo X del D.Lgs. 117/2017, reso applicabile per effetto del D.L. 84/2025), sta emergendo con frequenza crescente una richiesta che gli operatori conoscono bene: alcuni Enti del Terzo settore chiedono ai propri fornitori — tipicamente professionisti e imprese in regime forfetario (L. 190/2014) — di  non applicare l'imposta di bollo da 2 euro  sulle fatture emesse nei loro confronti, invocando l'esenzione prevista dall'art. 82, comma 5, del Codice. La domanda operativa che ne consegue, e che arriva puntualmente a chi si occupa di fatturazione elettronica e sistemi gestionali, è questa: per evitare che i sistemi dell'Agenzia delle Entrate calcolino automaticamente il bollo, è corretto che il fornitore valorizzi il codice  NB2  nel campo 2.2.1.16.1 <TipoDato> del blocco <AltriDatiGestionali>, aggiungendo in fattura un'annotazione del tipo...