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Medici e Imposta di Bollo: i 2 euro fanno base imponibile per la ritenuta d'acconto?

  Nella gestione quotidiana della fatturazione sanitaria, un dettaglio apparentemente minimo come i 2 euro dell'imposta di bollo genera spesso dubbi interpretativi. Quando un medico emette una fattura esente IVA (ex art. 10 DPR 633/72) e decide di riaddebitare il costo del bollo al paziente, quell'importo deve essere considerato nel calcolo della ritenuta d'acconto ? La risposta dell'Agenzia delle Entrate è netta e poggia su principi consolidati: il bollo riaddebitato concorre alla formazione del compenso professionale. Vediamo perché. 1. La natura del bollo addebitato in fattura Per le prestazioni mediche, l’imposta di bollo di 2,00 euro è dovuta se l’importo della fattura supera i 77,47 euro . Sebbene nella prassi sia il cliente/paziente a pagarlo, la legge stabilisce che l'obbligo di corrispondere il tributo ricada, in via principale, sul professionista che emette il documento. L' Interpello n. 428/2022 dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito un punto fo...
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Regime Forfettario e Reverse Charge: si può emettere fattura con inversione contabile?

  Nel dinamico mondo della fatturazione elettronica, uno dei dubbi più frequenti per i professionisti e le imprese riguarda l’intersezione tra il Regime Forfettario e il meccanismo del Reverse Charge (inversione contabile). Il caso tipico è quello di un artigiano o un professionista in regime forfettario che opera in subappalto nel settore edile, magari per un Comune o un ente pubblico. La domanda sorge spontanea: “Se il settore dell'edilizia prevede il reverse charge, devo applicarlo anche io?” In questo articolo facciamo chiarezza, analizzando la normativa e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. La risposta in breve: No Nel regime forfettario non si applica mai il reverse charge per le operazioni attive. Il contribuente forfettario non può emettere fatture soggette a inversione contabile , neppure se opera in settori (come l’edilizia) o verso committenti (come la Pubblica Amministrazione) che normalmente lo richiederebbero. La fattura elettronica dovrà quindi essere emessa...

Scadenza 31 gennaio 2026: Guida completa alla Conservazione Sostitutiva delle Fatture 2024

  Gennaio è per antonomasia il mese della pianificazione, ma per le aziende italiane è anche il mese che chiude definitivamente il cerchio fiscale dell'anno "n-2". Il 31 gennaio 2026 segna una dead-line critica per tutti i soggetti passivi IVA: il termine ultimo per completare il processo di Conservazione Sostitutiva delle fatture elettroniche (attive e passive) relative all'anno d'imposta 2024. Non basta aver inviato la fattura allo SDI. Se quel file XML non viene conservato a norma entro la data di scadenza, giuridicamente è come se fosse svanito nel nulla. In questo articolo analizziamo i dettagli tecnici, le procedure di verifica sul tuo ERP e i rischi da evitare. Perché la data del 31 Gennaio? Il termine per la conservazione digitale è mobile: scade entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi annuale. Anno d'imposta: 2024. Termine Dichiarazione Redditi: 31 Ottobre 2025. Scadenza Conservazione: 31 Gennaio 2...

Fattura elettronica e CUP: come inserire o modificare il Codice Unico di Progetto con il nuovo servizio dell’Agenzia delle Entrate

  L’Agenzia delle Entrate introduce una novità rilevante in materia di fatturazione elettronica e incentivi pubblici : è in arrivo un servizio online che consente di inserire o modificare il CUP (Codice Unico di Progetto) nelle fatture elettroniche già trasmesse allo SdI. Si tratta di un intervento atteso, che punta a semplificare gli adempimenti e ridurre gli errori formali che, fino a oggi, potevano comportare criticità fiscali e amministrative per imprese e professionisti. Cos’è il CUP e quando è obbligatorio in fattura Il CUP – Codice Unico di Progetto è un codice alfanumerico che identifica in modo univoco ogni progetto finanziato, anche parzialmente, con risorse pubbliche. La sua funzione principale è garantire la tracciabilità dei flussi finanziari e permettere alle amministrazioni di monitorare correttamente l’utilizzo dei fondi. L’obbligo di indicare il CUP nelle fatture elettroniche è entrato in vigore dal 1° giugno 2023 , in base alle disposizioni del DL n. 13/2023 ....

Riforma sanzioni 2025: come cambia il ravvedimento operoso dal 1° settembre – guida completa

La revisione del sistema sanzionatorio tributario, introdotta dal decreto legislativo 87/2025 e approfondita nel documento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti pubblicato il 1 dicembre 2025, segna una trasformazione significativa per contribuenti, imprese e professionisti. L’obiettivo generale della riforma è quello di ottenere un sistema più equilibrato, proporzionato e allineato agli standard europei, rafforzando allo stesso tempo la compliance spontanea e riducendo il contenzioso. All’interno di questo quadro, il ravvedimento operoso assume un ruolo centrale, ampliandosi e diventando uno strumento molto più flessibile rispetto al passato. Il nuovo impianto normativo ridefinisce in profondità l’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997. Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità di procedere al ravvedimento anche dopo la comunicazione dello schema di atto prevista dallo Statuto del Contribuente. Si tratta di un cambio radicale, perché fino al 2025 tale com...

Detrazione IVA a cavallo d’anno: quando portare in detrazione le fatture ricevute nel nuovo anno

  La normativa IVA italiana prevede regole precise per l’esercizio del diritto alla detrazione , che spesso diventano particolarmente rilevanti nel passaggio tra un anno e l’altro. Comprendere quando è possibile portare in detrazione l’imposta su una fattura ricevuta può evitare errori in dichiarazione e garantire una corretta gestione della liquidazione periodica . Il principio generale della detrazione IVA L’articolo 19, comma 1, del Dpr 633/1972 stabilisce che il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati: « sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo ». In altre parole, la detrazione IVA può essere esercitata solo quando l’imposta diventa esigibile, cioè quando l’operazione è effettivamente avvenuta. Tuttavia, il diritto deve essere e...

Sconto in fattura per Ecobonus: come va gestito correttamente in fattura elettronica

Negli ultimi anni il meccanismo dello sconto in fattura per Ecobonus e Superbonus è diventato uno degli strumenti più utilizzati per beneficiare delle detrazioni fiscali legate all’efficientamento energetico. Tuttavia, la gestione pratica della fattura elettronica con sconto ai sensi dell’art. 121 del DL 34/2020 presenta ancora diversi dubbi operativi. In questo articolo facciamo chiarezza su come inserire correttamente lo sconto in fattura, dove indicarlo, quali dati riportare nella sezione “Altri dati gestionali” e come comportarsi nei casi di fatture miste. 1. Lo sconto non incide su imponibile né su IVA La normativa stabilisce che lo sconto praticato dal fornitore non deve ridurre né l’imponibile né l’imposta. Questo significa che le righe della fattura devono riportare l’importo pieno, con IVA calcolata regolarmente. Lo sconto si indica come voce separata nel corpo fattura, dopo il totale IVA inclusa, con una descrizione esplicita: “Sconto praticato in applicazione del...