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Come gestire una fattura scartata dallo SdI nel contesto del Superbonus

 

Nel contesto delle agevolazioni Superbonus, uno degli aspetti cruciali è la gestione corretta delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio (SdI). Quando una fattura viene scartata, questo può sollevare questioni legate alla detrazione fiscale applicabile. Con il Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio (DL 34/2020), sono state offerte detrazioni generose per interventi di ristrutturazione edilizia ed efficientamento energetico, ma le recenti modifiche normative hanno introdotto limiti temporali e percentuali di detrazione ridotte per le spese sostenute negli anni successivi.


Superbonus: proroghe e nuove aliquote di detrazione

La legge di Bilancio 2022 ha prorogato il Superbonus fino al 31 dicembre 2025, ma con una progressiva riduzione della percentuale di detrazione. Questa varia in base all’anno in cui la spesa viene sostenuta: 

- 110% fino al 31 dicembre 2023,

- 70% per il 2024,

- 65% per il 2025.


L’importanza della data di emissione della fattura per la detrazione Superbonus

Nel caso di fatture elettroniche, un fattore determinante per definire l'aliquota applicabile è la data di emissione della fattura, che corrisponde alla data in cui viene accettata dal Sistema di Interscambio. Tuttavia, se la fattura viene scartata a causa di un errore, è importante sapere come comportarsi per non compromettere l’agevolazione.


Esempio pratico: gestione di una fattura scartata con nuove aliquote di detrazione

Immaginiamo una situazione in cui un'impresa emette una fattura per lavori di efficientamento energetico, come l'isolamento termico di un edificio, il 29 dicembre 2023. Il cliente si aspetta che, trattandosi di spese sostenute nel 2023, possa beneficiare della detrazione Superbonus al 110%.

Tuttavia, a causa di un errore nei dati anagrafici del cliente, il Sistema di Interscambio (SdI) scarta la fattura. L’impresa riceve la notifica di scarto il 30 dicembre 2023 e corregge l’errore, rinviando la fattura allo SdI il 3 gennaio 2024.


Implicazioni della data di emissione per la detrazione

In base alle regole, la data effettiva di emissione è quella in cui il SdI accetta la fattura. Quindi, se viene accettata solo il 3 gennaio 2024, l’aliquota applicabile diventa quella prevista per il nuovo anno, ossia il 70%. Questo cambio comporta una riduzione sostanziale dell’incentivo per il cliente, che potrebbe aver pianificato un risparmio maggiore.

Vediamo la differenza in cifre:

  • Costo dei lavori: 40.000 euro
  • Detrazione al 110% (se la fattura fosse stata accettata nel 2023): 44.000 euro
  • Detrazione al 70% (con accettazione della fattura nel 2024): 28.000 euro

In questo caso, la mancata accettazione nel 2023 comporta per il cliente una perdita di detrazione pari a 16.000 euro.


Applicazione del Superbonus con sconto in fattura

Se l'impresa avesse optato per lo sconto in fattura, il cliente non avrebbe dovuto pagare subito i 40.000 euro, poiché l'impresa avrebbe applicato uno sconto equivalente all'importo totale della fattura. Tuttavia, in questo scenario, il beneficio per il cliente non sarebbe stato del 110% ma solo del 100%.

Nel caso di accettazione della fattura nel 2024, la detrazione dell'impresa si riduce ulteriormente. Di conseguenza, anche il valore del credito d'imposta che l’impresa acquisisce viene ridimensionato.


Quando una fattura è considerata "emessa"

Secondo l’Agenzia delle Entrate, una fattura scartata non può considerarsi emessa, ma è possibile conservarne la tempestività se viene corretta e rinviata allo SdI entro cinque giorni dalla notifica dello scarto. Il rispetto di questa scadenza è essenziale per poter beneficiare delle condizioni favorevoli previste dalla normativa del Superbonus.


Errori comuni che causano lo scarto delle fatture

I principali motivi di scarto includono:

- Dati anagrafici errati,

- Codice destinatario non corretto,

- Errori nei calcoli,

- Formato del file non conforme,

- Utilizzo di caratteri speciali non ammessi.


Come funziona lo sconto in fattura

Chi desidera avvalersi del Superbonus ha due opzioni principali:

1. Pagamento diretto e detrazione fiscale: Il beneficiario sostiene il costo iniziale dei lavori e recupera l’importo del 110% tramite la dichiarazione dei redditi in cinque anni.

2. Sconto in fattura: In questo caso, l’impresa applica uno sconto diretto pari al costo totale della fattura (al 100% e non al 110%), e in cambio acquisisce un credito d’imposta dello stesso valore.

Questo secondo metodo permette di evitare anticipi finanziari da parte del committente, ma implica una rinuncia a una parte dell'incentivo: la detrazione fiscale diretta al 110% risulterebbe più vantaggiosa.

Per determinare la percentuale di detrazione applicabile, occorre riferirsi alla data di accettazione della fattura da parte dello SdI. Tuttavia, se la fattura scartata viene corretta e ripresentata nei termini, l’aliquota iniziale può essere mantenuta, assicurando al contribuente il massimo vantaggio fiscale consentito dalla legge. 


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